Roberto Bolle

Roberto Bolle

Rudolf Nureyev è il vero scopritore del talento di Roberto Bolle, danzatore di elevata qualità e nativo della provincia di Alessandria, che calca i primi passi alla Scala di Milano già da giovanissimo. Per inseguire il suo sogno, infatti, sarà costretto a lasciare, ancora in tenera età, la famiglia e gli amici per dedicarsi anima e corpo alla danza attraverso i duri allenamenti dell’Accademia della Scala di Milano che iniziavano alle otto del mattino per finire poi la sera a frequentare corsi scolastici per ottenere la maturità liceale.


Piccoli cenni biografici

Nasce nel 1975 da umile famiglia, grazie alla madre che valorizza la sua passione per la danza, il giovane Roberto arriva a Milano per tentare l’ingresso alla rinomata scuola di Milano e riesce ad essere ammesso soprattutto grazie al suo evidente talento naturale. Compiuti appena quindici anni, già è in corsa per il suo primo successo: Nureyev lo sceglie per lo spettacolo “Morte a Venezia” di Flindt anche se non avrà l’autorizzazione proprio a causa della sua tenera età. Questo impedimento non ferma Roberto: all’età di diciannove anni finalmente entra nella compagnia del Teatro della scala e un paio di anni più tardi viene consacrato come primo ballerino della Direttrice Elisabetta Terabust di quel tempo.

La carriera

La carriera internazionale di Roberto inizia nel 1996, epoca in cui lascia la compagnia e si getta nel free lance. La lunga carrellata di spettacoli di successo inizia all’età di ventidue anni, quando nel sostituire un ballerino infortunato, interpreta un ruolo importante al Royal Albert Hall. Di lì diversi ruoli principali nei teatri più importanti del mondo, quali il Covent Garden a Londra,Il Tokyo Ballet, L’Operà di Parigi etc. Nel 2004 Roberto viene incoronato Etoile del Teatro della Scala di Milano ballando trionfalmente al Teatro degli Arcimboldi di Milano con “L’Histoire de Manon”. Grandi passaggi importanti caratterizzeranno la sua vita come, ad esempio, la sua apparizione in mondovisione al Festival di Sanremo: Renato Zanella , infatti, creò per lui un assolo per l’occasione o, ancora, ballando davanti Giovanni Paolo II in occasione della giornata dedicata alla gioventù del 1 Aprile 2004. Si potrebbe continuare ancora per molto nell’elencare le sue rappresentazioni che oggi caratterizzano il suo operato, basti solo ricordare le sue importanti partner come Carla Fracci o Isabelle Guerìn, o ancora i suoi innumerevoli premi, come ad esempio “Danza e Danza” oppure il premio “Galileo” del 2000 e tanti altri ancora. Da sottolineare, infine, il suo grande impegno nel sociale con strettissime collaborazioni con l’UNICEF di cui nel 2009 è “primo ambasciatore di buona volontà”.

Immagine: SergioPh – Fotolia

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