<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Labart Dance Studio</title>
	<atom:link href="http://www.labartdancestudio.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.labartdancestudio.it</link>
	<description>Tutte le informazioni sul mondo della danza classica e moderna</description>
	<lastBuildDate>Mon, 21 Nov 2011 09:15:07 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.1.2</generator>
<xhtml:meta xmlns:xhtml="http://www.w3.org/1999/xhtml" name="robots" content="noindex" />
		<item>
		<title>Roberto Bolle</title>
		<link>http://www.labartdancestudio.it/2011/08/roberto-bolle/</link>
		<comments>http://www.labartdancestudio.it/2011/08/roberto-bolle/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 26 Aug 2011 17:14:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nureyev</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli artisti]]></category>
		<category><![CDATA[Ballerino]]></category>
		<category><![CDATA[Balletto]]></category>
		<category><![CDATA[Biografia]]></category>
		<category><![CDATA[Carriera]]></category>
		<category><![CDATA[Danza]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Bolle]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.labartdancestudio.it/?p=49</guid>
		<description><![CDATA[Rudolf Nureyev è il vero scopritore del talento di Roberto Bolle, danzatore di elevata qualità e nativo della provincia di Alessandria, che calca i primi passi alla Scala di Milano già da giovanissimo. Per inseguire il suo sogno, infatti, sarà costretto a lasciare, ancora in tenera età, la famiglia e gli amici per dedicarsi anima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Rudolf Nureyev è il vero scopritore del talento di Roberto Bolle, danzatore di elevata qualità e nativo della provincia di Alessandria, che calca i primi passi alla Scala di Milano già da giovanissimo. Per inseguire il suo sogno, infatti, sarà costretto a lasciare, ancora in tenera età, la famiglia e gli amici per dedicarsi anima e corpo alla danza attraverso i duri allenamenti dell’Accademia della Scala di Milano che iniziavano alle otto del mattino per finire poi la sera a frequentare corsi scolastici per ottenere la maturità liceale.</strong><span id="more-49"></span><br />
<br /></br></p>
<h2>Piccoli cenni biografici</h2>
<p>Nasce nel 1975 da umile famiglia, grazie alla madre che valorizza la sua passione per la danza, il giovane Roberto arriva a Milano per tentare l’ingresso alla rinomata scuola di Milano e riesce ad essere ammesso soprattutto grazie al suo evidente talento naturale. Compiuti appena quindici anni, già è in corsa per il suo primo successo: Nureyev lo sceglie per lo spettacolo “Morte a Venezia” di Flindt anche se non avrà l’autorizzazione proprio a causa della sua tenera età. Questo impedimento non ferma Roberto: all’età di diciannove anni finalmente entra nella compagnia del Teatro della scala e un paio di anni più tardi viene consacrato come primo ballerino della Direttrice Elisabetta Terabust di quel tempo.</p>
<h2>La carriera</h2>
<p>La carriera internazionale di Roberto inizia nel 1996, epoca in cui lascia la compagnia e si getta nel free lance. La lunga carrellata di spettacoli di successo inizia all’età di ventidue anni, quando nel sostituire un ballerino infortunato, interpreta un ruolo importante al Royal Albert Hall. Di lì diversi ruoli principali nei teatri più importanti del mondo, quali il Covent Garden a Londra,Il Tokyo Ballet, L’Operà di Parigi etc. Nel 2004 Roberto viene incoronato Etoile del Teatro della Scala di Milano ballando trionfalmente al Teatro degli Arcimboldi di Milano con “L’Histoire de Manon”. Grandi passaggi importanti caratterizzeranno la sua vita come, ad esempio, la sua apparizione in mondovisione al Festival di Sanremo: Renato Zanella , infatti, creò per lui un assolo per l’occasione o, ancora, ballando davanti Giovanni Paolo II in occasione della giornata dedicata alla gioventù del 1 Aprile 2004. Si potrebbe continuare ancora per molto nell’elencare le sue rappresentazioni che oggi caratterizzano il suo operato, basti solo ricordare le sue importanti partner come Carla Fracci o Isabelle Guerìn, o ancora i suoi innumerevoli premi, come ad esempio “Danza e Danza” oppure il premio “Galileo” del 2000 e tanti altri ancora. Da sottolineare, infine, il suo grande impegno nel sociale con strettissime collaborazioni con l’UNICEF di cui nel 2009 è “primo ambasciatore di buona volontà”.</p>
<p>Immagine: SergioPh &#8211; Fotolia</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.labartdancestudio.it/2011/08/roberto-bolle/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il San Carlo di Napoli</title>
		<link>http://www.labartdancestudio.it/2011/08/il-san-carlo-di-napoli/</link>
		<comments>http://www.labartdancestudio.it/2011/08/il-san-carlo-di-napoli/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 21 Aug 2011 11:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nureyev</dc:creator>
				<category><![CDATA[I teatri]]></category>
		<category><![CDATA[Carasale]]></category>
		<category><![CDATA[Gaetano Donizetti]]></category>
		<category><![CDATA[Galleria Umberto I di Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Gioacchino Rossini]]></category>
		<category><![CDATA[Medrano]]></category>
		<category><![CDATA[Orchestra]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Reale]]></category>
		<category><![CDATA[San Carlo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.labartdancestudio.it/?p=45</guid>
		<description><![CDATA[Il San Carlo di Napoli rappresenta il teatro più antico d’Europa. Nato nel 1737 e quindi ben quarant’anni prima della Scala di Milano e´il teatro più capiente d’Italia. Cenni storici Fu creato ad opera di Carlo di Borbone, sostituendo l’antico teatro San Bartolomeo, sull’omonima strada in corrispondenza del Palazzo Reale e la Galleria Umberto I [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il San Carlo di Napoli rappresenta il teatro più antico d’Europa. Nato nel 1737 e quindi ben quarant’anni prima della Scala di Milano e´il teatro più capiente d’Italia.</strong><span id="more-45"></span><br />
<br /></br><br /></br><br /></br><br /></br></p>
<h2>Cenni storici</h2>
<p>Fu creato ad opera di Carlo di Borbone, sostituendo l’antico teatro  San Bartolomeo, sull’omonima strada in corrispondenza del Palazzo Reale e la Galleria Umberto I di Napoli. Dedicato a San Carlo in quanto inaugurato nello stesso giorno di San Carlo di quell’anno con una bellissima opera di Metastasio. Architetti, come Medrano e Carasale, progettarono il Teatro, ma a seguito dell’incendio scoppiato nel 1816, il teatro fu ricostruito per opera del Niccolini. Nel corso della storia si sono alternati diversi direttori artistici del calibro di Gioacchino Rossini e Gaetano Donizetti.</p>
<h2>L’Orchestra</h2>
<p>Di impostazione teatrale, l’orchestra del San Carlo è nata in occasione della sua inaugurazione con l’esecuzione de l’Achille in Sciro di Metastasio. La sua importanza è data dalle prime rappresentazioni di opere di grande rilievo storico, quali quelle di Gioacchino Rossini o Giuseppe Verdi. Dopo il periodo della Seconda Guerra Mondiale, l’orchestra si reca all’estero portando il San Carlo ad essere il primo teatro italiano ad essere rappresentato oltre la nazione. Nel corso degli anni la direzione dell’orchestra è stata affidata a notevoli e illustri maestri, ricordiamo Jeffrey Tate, Bertini, Gabriele Ferro etc.</p>
<h2>Il corpo di ballo</h2>
<p>Il fondatore della coreografia del Teatro San Carlo fu Gaetano Grossatesta, il quale mise in scena il primo balletto dell’opera inaugurale del Metastasio. Precisamente le prime coreografie create furono tre: una eseguita prima dell’inizio dell’opera, una durante l’intervallo ed infine l’ultima al termine dell’esecuzione. Tale coreografo diresse i balletti per oltre trent’anni, succeduto da Salvatore Viganò, il quale diede un’impronta ben diversa al balletto ora improntato più sul dramma e sulla gestualità dei movimenti. Grandi cambiamenti si avranno tra l’Ottocento ed il Novecento, epoca in cui la danza inizia a rispecchiare mutamenti di usi e costumi della società. Dopo la Seconda guerra mondiale acquista notevole prestigio grazie ad ospiti del calibro di Carla Fracci e Vladimir Vassilev. Di epoca recente ricordiamo danzatori di fama internazionale come Roberto Bolle, Eleonora Abbagnato e Ambra Vallo oltre a Roland Petit.</p>
<p>Foto: Ferenc Szelepcsenyi &#8211; Fotolia</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.labartdancestudio.it/2011/08/il-san-carlo-di-napoli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tipi di danza: moderna</title>
		<link>http://www.labartdancestudio.it/2011/08/tipi-di-danza-moderna/</link>
		<comments>http://www.labartdancestudio.it/2011/08/tipi-di-danza-moderna/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Aug 2011 11:58:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nureyev</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le arti]]></category>
		<category><![CDATA[arricchendole di colore]]></category>
		<category><![CDATA[Balletto]]></category>
		<category><![CDATA[costumi]]></category>
		<category><![CDATA[Danza moderna]]></category>
		<category><![CDATA[Hip Hop]]></category>
		<category><![CDATA[scenografia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.labartdancestudio.it/?p=41</guid>
		<description><![CDATA[Al contrario della tipologia di danza classica e accademica, la danza moderna rompe un po’ gli schemi e si sviluppa nel XIX secolo come se fosse una sorta di ribellione contro le rigide regole del classico dando libertà ai movimenti non più inscenati solo a teatro. Iniziano ad acquisire valore i gesti e si rifiutano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Al contrario della tipologia di danza classica e accademica, la danza moderna rompe un po’ gli schemi e si sviluppa nel XIX secolo come se fosse una sorta di ribellione contro le rigide regole del classico dando libertà ai movimenti non più inscenati solo a teatro. Iniziano ad acquisire valore i gesti e si rifiutano le posizioni stabilite di braccia e gambe cercando di dare più corpo alla naturalità e abilità del danzatore.</strong><span id="more-41"></span><br />
<br /></br><br /></br></p>
<h2>La figura del coreografo</h2>
<p>La figura del coreografo somiglia sempre più al direttore artistico; egli infatti cura non solo la danza ma scenografia e luci, arricchendole di colore, tonalità e costumi. Tuttavia anche la danza moderna adopera una codificazione precisa, non è libertà allo stato puro, ma segue nuove linee rapportandole a una nuova dimensione temporale e spaziale. Lo spostamento del corpo nello spazio è caratteristica dominante: se nella dottrina classica i ballerini danzano sempre frontalmente al pubblico con busto eretto e gambe rivolte verso l’esterno, la corrente moderna  vede i ballerini occupare tutto lo spazio che hanno a disposizione talvolta mostrando spalle al pubblico. Anche la sensazione del peso corporeo cambia notevolmente: il balletto classico dava l’impressione di una leggerezza tale da rendere il danzatore leggiadro come l’aria, mentre nel moderno si concretizza il peso del ballerino enfatizzando il proprio rapporto con la terra. </p>
<h2>Un nuovo rapporto con la musica</h2>
<p>Il rapporto con la musica non è più lo stesso: il balletto classico segue alla perfezione il ritmo musicale al contrario della danza moderna che talvolta può essere esplicata anche senza musica seguendo il proprio io interiore in piena autonomia ed estemporaneità. Talvolta le coreografie non vengono necessariamente create su una base musicale prestabilita, anzi, solo dopo la creazione dei movimenti, il balletto viene adattato al ritmo scelto quasi come se fosse una vera e propria contrapposizione alla musica.<br />
Nel corso degli anni tale tipo di danza si diffonde radicalmente in tutto il mondo, nel XIX secolo il sabato sera diventa uso e consuetudine di tutti andare a ballare in sale o balere adibite per questo. Il ballo più diffuso è il Valzer, di origini tedesche ma che assume connotati diversi in base al paese che raggiunge. Seguono il Charleston fino ad arrivare agli anna sessanta con twist e surf, passando per il rock and roll e la samba.</p>
<p>Illustrazione: Oscar Brunet &#8211; Fotolia</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.labartdancestudio.it/2011/08/tipi-di-danza-moderna/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tipi di danza: classica</title>
		<link>http://www.labartdancestudio.it/2011/08/tipi-di-danza-classica/</link>
		<comments>http://www.labartdancestudio.it/2011/08/tipi-di-danza-classica/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Aug 2011 11:47:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nureyev</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le arti]]></category>
		<category><![CDATA[Balletto]]></category>
		<category><![CDATA[danza alta]]></category>
		<category><![CDATA[danza bassa]]></category>
		<category><![CDATA[Danza Classica]]></category>
		<category><![CDATA[en dehors]]></category>
		<category><![CDATA[scuole di danza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.labartdancestudio.it/?p=38</guid>
		<description><![CDATA[La danza classica o accademica è definita tale in quanto si avvale di regole rigide e ben definite create dall’Accademia Reale della Danza nata nella seconda metà del Seicento per opera di Luigi XIV, Re di Francia allo scopo di fissare regole e tecniche della coreografia. Origine della Danza Classica La danza ha origini molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La danza classica o accademica è definita tale in quanto si avvale di regole rigide e  ben definite create dall’Accademia Reale della Danza nata nella seconda metà del Seicento per opera di Luigi XIV, Re di Francia allo scopo di fissare regole e tecniche della coreografia.</strong><span id="more-38"></span><br />
<br /></br><br /></br><br /></br></p>
<h2>Origine della Danza Classica</h2>
<p>La danza ha origini molto antiche, si parla già di danza all’epoca dei primitivi che ballavano ancor prima di esprimersi con le parole, così come gli antichi greci usavano danzare per i loro riti propiziatori e rivolgere preghiere agli dei. Nel medioevo tale arte si diffuse presto nelle corti e già avviene una prima distinzione dei movimenti, la danza quindi inizia a suddividersi in “danza bassa” e “danza alta”. La differenza stava nei salti e volteggi che erano considerati volgari e poco aristocratici per l’esibizione in corte e quindi vennero introdotte tecniche più composte, quindi movimenti più bassi.</p>
<h2>La danza nei secoli</h2>
<p>Le prime scuole di danza sorsero nel Cinquecento e, grazie ai loro maestri, i balletti non vennero utilizzati solo per intrattenere la corte ma si iniziarono a realizzare veri e propri spettacoli. Nel corso degli anni la danza classica subisce notevoli mutamenti: nel settecento si accentuarono passi maschili e la tecnica inizio´ad assumere connotati acrobatici, nell’ottocento si iniziò a ballare sulle punte e iniziarono ad inserirsi i “passi a due” dove il partner con delle vere e proprie “prese” innalzava e valorizzava la donna, mentre il novecento vede l’evoluzione della danza classica verso il moderno soprattutto ad opera di coreografi russi, tra cui il più importante Sergej Djagilev. La danza classica dunque è una danza dottrinale dove la postura e il movimento seguono regole ben precise, si basa su quello che la dottrina chiama “en dehors” con la quale le gambe ruotano a novanta gradi mostrando l’interno della coscia su schiena eretta. Tale impostazione è necessaria per dare piena libertà ai movimenti. Tale postura necessita di anni di studio e la si ottiene dopo lunghi allenamenti e di certo la riuscita è legata anche alla fisicità del danzatore. Importante è anche la postura e il busto che deve necessariamente essere eretto, il collo ben alto e sostenuto e la testa ben in linea con i piedi oltre alla linea dei fianchi che deve corrispondere a quella delle spalle. Esistono infine sei posizioni di base per le gambe e sette per le braccia.</p>
<p>Illustrazione: Michael Stüning &#8211; Fotolia</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.labartdancestudio.it/2011/08/tipi-di-danza-classica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Napoli teatro festival Italia</title>
		<link>http://www.labartdancestudio.it/2011/08/napoli-teatro-festival-italia/</link>
		<comments>http://www.labartdancestudio.it/2011/08/napoli-teatro-festival-italia/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 07 Aug 2011 11:38:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nureyev</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli eventi]]></category>
		<category><![CDATA[la Compagnia Teatrale Europea]]></category>
		<category><![CDATA[le troiane]]></category>
		<category><![CDATA[L’Europeenne]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli Fringe Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Romeo e Giulietta]]></category>
		<category><![CDATA[teatro festival]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.labartdancestudio.it/?p=34</guid>
		<description><![CDATA[A Napoli ogni anno, nel periodo primaverile, viene organizzato il Teatro Festival Italia che racchiude esibizioni, spettacoli e svariate performance di molti artisti contemporanei e multiculturali. Presentazione del Festival Il festival nasce tre anni fa in occasione di un bando che fu istituito proprio per la creazione dell’evento a cui parteciparono circa duemila artisti internazionali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>A Napoli ogni anno, nel periodo primaverile, viene organizzato il Teatro Festival Italia che racchiude esibizioni, spettacoli e svariate performance di molti artisti contemporanei e multiculturali.</strong><span id="more-34"></span><br />
<br /></br><br /></br><br /></br><br /></br></p>
<h2>Presentazione del Festival</h2>
<p>Il festival nasce tre anni fa in occasione di un bando che fu istituito proprio per la creazione dell’evento a cui parteciparono circa duemila artisti internazionali esibendosi in diversi luoghi della metropoli, quali il teatro San Carlo, il Mercadante, Bellini, etc. Molta attenzione viene data ai laboratori formativi teatrali diretti da diversi protagonisti della manifestazione, portando negli anni vere e proprie messe in scena come frutto del lavoro – studio svolto. </p>
<h2>Napoli Fringe Festival</h2>
<p>Due anni fa dal Napoli Teatro festival nasce il “Napoli Fringe Festival” dedicato solo ed esclusivamente agli artisti giovani ed emergenti, portando alla sua prima edizione già la rappresentazione di ben ventisette spettacoli. Tema importante della manifestazione è sicuramente il sostegno e la cura dell’ambiente. L’ecosostenibilità è stata monitorata attraverso lo studio dell’impatto sull’ambiente delle attività, dai consumi alla costruzione delle scenografie, il tutto coadiuvato da un impianto fotovoltaico in via di realizzazione che sfrutta i raggi solari per la produzione di energia elettrica. Un’importante compagnia nasce nel 2008 su volontà della stessa manifestazione: “la Compagnia Teatrale Europea” che, come il teatro festival, racchiude la multiculturalità dell’arte e la divulga in tutto il mondo. La sua particolarità è che non è composta da attori fissi, ma da un gruppo di artisti di lingue diverse che ogni anno, sotto un regista diverso, recitano secondo le loro tradizioni linguistiche. Ricordiamo in tal senso lo spettacolo “le troiane” del 2008, “L’Europeenne” del 2009  e “Romeo e Giulietta” per il 2010. Quest’anno la manifestazione è stata per la prima volta divisa in due parti, la prima tra giugno e luglio, la seconda tra settembre e ottobre, con l’obiettivo di distribuire meglio le rappresentazioni. Partita il 26 giugno scorso ha già visto notevoli protagonisti in diversi teatri, come Massimo Ranieri e Lina Sastri, oltre che diversi giovani talenti. Quest’anno Luca De Fusco, direttore artistico, ha dichiarato che a concludere questa quarta edizione sarà uno spettacolo a sorpresa che sembra essere di elevato spessore artistico e culturale, promettendo alla stampa di rivelarlo quanto prima.</p>
<p>Foto: antonio sena &#8211; Fotolia</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.labartdancestudio.it/2011/08/napoli-teatro-festival-italia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Scala di Milano</title>
		<link>http://www.labartdancestudio.it/2011/08/la-scala-di-milano/</link>
		<comments>http://www.labartdancestudio.it/2011/08/la-scala-di-milano/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 11:32:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nureyev</dc:creator>
				<category><![CDATA[I teatri]]></category>
		<category><![CDATA[Balletto]]></category>
		<category><![CDATA[La Scala di Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Callas]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Teresa D’austria]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Murru]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Bolle]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.labartdancestudio.it/?p=31</guid>
		<description><![CDATA[La Scala di Milano o tempio della lirica, oggi è uno dei teatri più importanti al mondo ed è situato nella omonima piazza, luogo molto frequentato ed elegante della città. Il teatro e le abitudini nobiliari Fu Maria Teresa D’austria a volere la costruzione di questo teatro alla fine del Settecento per ospitare l’opera lirica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Scala di Milano o tempio della lirica, oggi è uno dei teatri più importanti al mondo ed è situato nella omonima piazza, luogo molto frequentato ed elegante della città.</strong><span id="more-31"></span><br />
<br /></br><br /></br><br /></br><br /></br></p>
<h2>Il teatro e le abitudini nobiliari</h2>
<p>Fu Maria Teresa D’austria a volere la costruzione di questo teatro alla fine del Settecento per ospitare l’opera lirica in nuovo spazio accogliente. Nell’Ottocento il ceto nobiliare era solito recarsi a teatro in tardo pomeriggio, prima dello spettacolo prendeva posto sui palchetti, mentre servitù e militari si accomodavano in platea con sedie di servizio.</p>
<h2>Architettura e artisti</h2>
<p>Durante la seconda guerra mondiale l’edificio subì notevoli danni, ma subito dopo la guerra fu ricostruito e la fretta nel farlo ha portato a rovinare l’acustica del teatro a causa del fatto che non si fu in grado di reperire i pezzi originali per sostituirli a quelli danneggiati. Tanti cantanti noti si sono esibiti alla Scala di Milano, prima fra tutte di certo Maria Callas, soprano dalla voce molto particolare che contribuì alla divulgazione della musica e canto italiano dell’ottocento. L’architettura si rifà molto allo stile della Reggia di Caserta e divenne presto modello ed esempio di tipologia di teatro italiano. Agli inizi degli anni novanta la Scala di Milano diviene anche sede di formazione di artisti emergenti e professionisti del mestiere. Agli inizi del nuovo millennio infatti sorge l’Accademia teatro alla scala con quattro dipartimenti specializzati in danza, canto, laboratori per palcoscenici e direzione – management. Oggi tale teatro accoglie orchestra, coro e corpo di ballo di notevole spessore. Il coro è di qualità ineguagliabile ed ha una versatilità tale da poter affrontare svariati stili e repertori. Il coro ha girato il mondo attraverso tournee di successo. In egual misura si presenta l’orchestra con la sua enorme quantità di strumenti musicali ma che messi insieme riescono a produrre un suono sempre duttile e morbido. Infine il corpo di ballo che vanta un passato ricco di successi, attualmente vanta nomi importanti della danza come Roberto Bolle e Massimo Murru, danzatori famosi in tutto il mondo soprattutto per aver riportato il primato del genere maschile nella danza; la peculiarità del corpo di ballo è la varietà delle sue esibizioni e l’abilità nel rappresentare nuove e vecchie tendenze con grande professionalità. Oggi il palinsesto della Scala è sempre ricco di tradizioni classiche e nuove opere e accoglie sempre migliaia di spettatori con la stessa enfasi di un tempo.</p>
<p>Copyright: dany57 &#8211; Fotolia</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.labartdancestudio.it/2011/08/la-scala-di-milano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Venezia: Biennale, danza e teatro</title>
		<link>http://www.labartdancestudio.it/2011/08/venezia-biennale-danza-e-teatro/</link>
		<comments>http://www.labartdancestudio.it/2011/08/venezia-biennale-danza-e-teatro/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Aug 2011 11:25:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nureyev</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Biennale]]></category>
		<category><![CDATA[Danza]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Selvatico]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.labartdancestudio.it/?p=24</guid>
		<description><![CDATA[La Biennale di Venezia è un’associazione culturale nata alla fine dell’Ottocento in occasione delle nozze del principe Umberto I con Margherita di Savoia allo scopo di valorizzare e incentivare l’arte a Venezia per opera di Riccardo Selvatico, sindaco della città a quei tempi. Obiettivi iniziali della biennale Selvatico aveva tre obiettivi fondamentali: oltre a valorizzare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Biennale di Venezia è un’associazione culturale nata alla fine dell’Ottocento in occasione delle nozze del principe Umberto I con Margherita di Savoia allo scopo di valorizzare e incentivare l’arte a Venezia per opera di Riccardo Selvatico, sindaco della città a quei tempi.</strong><span id="more-24"></span><br />
<br /></br><br /></br><br /></br></p>
<h2>Obiettivi iniziali della biennale</h2>
<p>Selvatico aveva tre obiettivi fondamentali: oltre a valorizzare l’arte locale, voleva reinserire Venezia nei dibattiti culturali e lanciare e rinvigorire le attività commerciali. Dedicata dapprima all’esaltazione dell’arte europea, dell’America Centrale e giapponese, assunse poi aspetti internazionali soprattutto all’inizio degli anni novanta. La mostra internazionale dell’arte e quella del cinema rappresentano i due momenti fondamentali della manifestazione che è chiamata biennale proprio perchè ha cadenza ogni due anni, fatta eccezione per il settore cinematografico. </p>
<h2>La biennale oggi</h2>
<p>La biennale oggi è uno degli eventi più importanti al mondo proprio per la capacità degli organizzatori di mettere in risalto tutte le nuove tendenze dell’arte, che racchiude non solo il cinema e l’architettura, ma anche il festival della danza da poco inserito nel progetto. Nel corso degli anni tale manifestazione ha vissuto una crescita considerevole che progressivamente ha portato i progettisti a dover ripianificare spesso gli spazi espositivi cercando di ampliarne sempre la superficie. Dal festival della danza contemporanea al carnevale dei ragazzi, dal festival del teatro internazionale a quello della musica contemporanea, la biennale abbraccia ogni forma di espressione artistica ed ogni anno con nuove esposizioni ed attività tali da abbracciare ogni tipo di utenza e genere. Ad esempio negli anni ottanta venne istituito un settore dedicato ai giovani, che godrà di enorme successo proprio perché abbracciava l’arte giovanile e la visione di essa. Alla fine degli anni novanta la biennale si trasforma in società culturale che vede sempre presenti rappresentanti statali, comunali e regionali, dando anche la possibilità ai privati di poter elargire sostanziosi contributi. All’inizio del nuovo millennio da società diventa una vera e propria fondazione anche se questo non comportò nella sostanza cambiamenti radicali del suo assetto istituzionale. Dopo i successi della biennale e il raccoglimento di plausi da ogni parte del mondo, oggi le esposizioni oltre a raccogliere la danza, l’arte e la musica, raccoglie anche un suo archivio storico, quale patrimonio che documenta la bellezza della manifestazione e la sua evoluzione nel corso della storia.</p>
<p>Illustrazione: Chlorin &#8211; Fotolia</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.labartdancestudio.it/2011/08/venezia-biennale-danza-e-teatro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La danza a teatro</title>
		<link>http://www.labartdancestudio.it/2011/07/la-danza-a-teatro/</link>
		<comments>http://www.labartdancestudio.it/2011/07/la-danza-a-teatro/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 09:49:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nureyev</dc:creator>
				<category><![CDATA[I teatri]]></category>
		<category><![CDATA[Le arti]]></category>
		<category><![CDATA[Balletto]]></category>
		<category><![CDATA[Danza]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi XIV]]></category>
		<category><![CDATA[Palcoscenico]]></category>
		<category><![CDATA[Pina Bausch]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.labartdancestudio.it/?p=17</guid>
		<description><![CDATA[Il teatro come palcoscenico dell’arte nel corso del Novecento ha subìto notevoli evoluzioni soprattutto anche grazie all’inserimento della danza. La danza classica rappresenta la forma più antica della danza teatrale. Cenni storici La danza teatrale ha origine in Italia in epoca rinascimentale ma il suo apice lo raggiunse in Francia alla corte di Luigi XIV [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il teatro come palcoscenico dell’arte nel corso del Novecento ha subìto notevoli evoluzioni soprattutto anche grazie all’inserimento della danza. La danza classica rappresenta la forma più antica della danza teatrale.</strong><span id="more-17"></span><br />
<br /></br><br /></br><br /></br></p>
<h2>Cenni storici</h2>
<p>La danza teatrale ha origine in Italia in epoca rinascimentale ma il suo apice lo raggiunse in Francia alla corte di Luigi XIV e ancora di più nel corso del XVIII secolo, per questo motivo viene usata la lingua francese per definire le sue figure. La danza teatrale nasce dunque come spettacolarizzazione del balletto nella sua forma più classica concepita soprattutto per essere realizzata davanti a un pubblico. Caratteristiche tecniche sono le forme accademiche e rigide dei movimenti in un progetto coreografico ben definito volto a rappresentare favole e storie distaccate dalla vita reale. </p>
<h2>Evoluzione e sviluppi</h2>
<p>L’evolversi della danza teatrale ha dato vita in secondo momento alla danza moderna, un confluire di diversi elementi e stili innovativi che si impongono agli schemi rigidi e ripetitivi dello stile classico, infatti se la danza moderna non è altro che l’insieme di stili diversi, quella classica si basa su regole universali, su posizioni e esecuzioni basate su regole precise. In Germania intorno agli anni sessanta si sviluppa un vero e proprio fenomeno chiamato “teatro danza”che racchiude elementi dell’espressionismo tedesco del 1930 confluiti nella danza moderna. Caratteristiche fondamentali del “teatro danza” sono elementi tipici dello stile moderno, della danza libera e anche del cabaret mimato e deve la sua nascita e diffusione a Pina Bausch che prestò riuscì a diffonderla oltre che in Europa, anche in America. Pina Bausch è oggi riconosciuta come una delle più importanti coreografe al mondo proprio per la sua straordinaria capacità di aver inserito per la prima volta nelle sue coreografie gesti e elementi tipici della recitazione. Alla fine degli anni ottanta anche in Italia si diffonde tale fenomeno con la compagnia “Sosta Palmizi”: un gruppo di coreografi contemporanei che non solo rappresentavano diverse opere, ma si dedicavano anche alla formazione di giovani leve con la passione e la predisposizione al balletto. La peculiarità del “teatro danza” è che solo apparentemente ha una vera e propria dimensione teatrale che invece è tipica del balletto romantico che vede protagonista la ballerina innamorata che domina la figura dell’uomo ridotto a semplice partner.</p>
<p>Illustrazione: Hasan Shaheed 2004</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.labartdancestudio.it/2011/07/la-danza-a-teatro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il balletto</title>
		<link>http://www.labartdancestudio.it/2011/07/il-balletto/</link>
		<comments>http://www.labartdancestudio.it/2011/07/il-balletto/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 09:25:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nureyev</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le arti]]></category>
		<category><![CDATA[Balletto]]></category>
		<category><![CDATA[Caterina De Medici]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Francia]]></category>
		<category><![CDATA[La Scala di Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Regina di Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola Reale di Danza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.labartdancestudio.it/?p=14</guid>
		<description><![CDATA[Agli inizi dell’epoca rinascimentale nasce una nuova rappresentazione della danza creata alla corte dei nobili italiani e francesi chiamata balletto. Oggi consiste in una svariata gamma di modalità di rappresentare il dramma con pantomima, musica e danzatori che eseguono con una tecnica ben delineata. La nascita del balletto La nascita del balletto si fa risalire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Agli inizi dell’epoca rinascimentale nasce una nuova rappresentazione della danza creata alla corte dei nobili italiani e francesi chiamata balletto. Oggi consiste in una svariata gamma di modalità di rappresentare il dramma con pantomima, musica e danzatori che eseguono con una tecnica ben delineata.</strong><span id="more-14"></span><br />
<br /></br><br /></br><br /></br></p>
<h2>La nascita del balletto</h2>
<p>La nascita del balletto si fa risalire al periodo florido del 1400 che vide oltre alla fioritura economica anche la crescita dell’interesse culturale e lo sviluppo dell’arte presso le corti vista come il desiderio di voler inscenare lo stile di vita splendido dei nobili. Le feste divennero sfarzose con rappresentazioni eseguite non da professionisti ma da nobili che lo facevano solo per dovere o piacere. In Italia il termine balletto viene utilizzato nei primi anni del cinquecento, nella seconda metà dello stesso secolo arriva in Francia, mentre in Inghilterra è legato all’uso delle maschere che insieme a canti, poesie e danze divennero uso comune nelle feste di corte. Nascono le prime scuole per professionisti della danza che danno segno importante dell’evoluzione e trasformazione del balletto di quegli anni. Il primo balletto ufficiale della storia della danza risale alla seconda metà del cinquecento grazie alla forte volontà di Caterina De Medici, Regina di Francia: si tratta de “Il Balletto comico della Regina”che vede protagonista Circe e il suo potere di trasformare le persone in bestie, tale balletto portò la Francia a divenire capitale della danza, per cui, sebbene puramente italiana, l’arte della danza divenne francese e da qui ne discende l’uso della lingua tutt’oggi ad indicare posizioni e schemi precisi della danza.</p>
<h2>La Scuola Reale di danza</h2>
<p>Nella seconda metà del seicento fu fondata la Scuola Reale di Danza che serviva a preparare i ballerini a danzare alla corte di Luigi XIV da lui fortemente voluta, da questa ne nacquero altre tra cui quella di San Pietroburgo che nell’Ottocento diventerà la più importante scuola di formazione del balletto classico. Un altro momento importante risale alla nascita del balletto in Russia, favorito da Caterina la Grande, la cui festa di incoronazione del 1762 vide protagonisti migliaia di ballerini questo periodo coincise proprio con la nascita dell’accademia di San Pietroburgo per la quale invitò grandi coreografi europei ad insegnare la loro arte, tra cui ricordiamo Marius Petipa, famoso creatore de “Il Lago dei Cigni” e “Lo Schiaccianoci”. Sebbene tale accademia agli inizi del novecento si sciolse, i danzatori che ne discesero, unendosi ad altre compagnie, influenzarono il balletto in tante zone d’Europa, portandolo dunque alle tipiche forme che oggi costituiscono lo stile contemporaneo.</p>
<p>Immagine: Alexander Yakovlev &#8211; Fotolia</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.labartdancestudio.it/2011/07/il-balletto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La storia del teatro</title>
		<link>http://www.labartdancestudio.it/2011/07/la-storia-del-teatro/</link>
		<comments>http://www.labartdancestudio.it/2011/07/la-storia-del-teatro/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 09 Jul 2011 08:17:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nureyev</dc:creator>
				<category><![CDATA[I teatri]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa Cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Classico]]></category>
		<category><![CDATA[Impero Romano]]></category>
		<category><![CDATA[Medioevale]]></category>
		<category><![CDATA[Moderno]]></category>
		<category><![CDATA[storia teatro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.labartdancestudio.it/?p=7</guid>
		<description><![CDATA[La storia del Teatro è una dottrina che solo recentemente si è sviluppata, diffusasi dapprima in Francia e in Germania nel 1950, e poi in Italia, ma solo all’inizio del 1960. Studiare il Teatro significa carpire il legame che esiste tra attore e spettatore, ovvero tra chi si muove in uno spazio accompagnato da narrazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La storia del Teatro è una dottrina che solo recentemente si è sviluppata, diffusasi dapprima in Francia e in Germania nel 1950, e poi in Italia, ma solo all’inizio del 1960. Studiare il Teatro significa carpire il legame che esiste tra attore e spettatore, ovvero tra chi si muove in uno spazio accompagnato da narrazioni e chi ascolta in parte attiva condizionando il risultato stesso della espressione teatrale.</strong><span id="more-7"></span><br />
<br /></br><br /></br></p>
<h2>La Storia</h2>
<p>La recitazione non ha un’origine vera e propria, si suppone infatti che sin dall’epoca primitiva, gli stessi uomini rappresentavano rituali che non erano altro che vere e proprie esibizioni, come ad esempio i vecchi riti propiziatori oppure le antiche preghiere agli dei. Il teatro e la sua storia attualmente tendono a focalizzarsi sul mondo occidentale la cui nascita è collegata alla Grecia del V Secolo, va sottolineato che lo sviluppo del teatro nel mondo è collegato ai vari culti religiosi che portavano importanti momenti di raccoglimento grazie a riti e a celebrazioni. La storia del teatro si suddivide in quattro periodi fondamentali: Classico (antichi Greci e Romani), Medioevale, Moderno (legato al periodo del Rinascimento) e Contemporaneo (dal 1900 ai giorni nostri).</p>
<h2>L’erediità greca</h2>
<p>Le antiche forme del dramma dell’antica Grecia rappresentano di certo i primi passi verso la nascita teatrale, gli stessi abitanti di Atene periodicamente organizzavano veri e propri festival facendo gareggiare attori di importanti opere del tempo. Le tragedie greche sono di gran lunga la massima esposizione di tale periodo e le commedie, di carattere più leggero, erano solite mirare ai politici e personaggi famosi. Nel medioevo, dopo la fine dell’Impero Romano e la diffusione della Chiesa Cattolica che non apprezzava il teatro,l’arte della rappresentazione sembrò scomparire fatta eccezione per il tipico mimo dei “giullari” che intrattenevano le persone in strada. Solo nel periodo rinascimentale, riprendendo lo studio del mondo classico, gli umanisti poterono apprezzare e rivalutare le opere teatrali antiche, valorizzando così tanto gli aspetti scenografici e architettonici, da spingere alla creazione di nuovi e importanti teatri. L’epoca contemporanea vede una piena evoluzione dei tanti stili teatrali che oggi caratterizzano le nostre scene, si passa attraverso il dramma romantico dell’ottocento e l’importanza maggiore della gestualità in scena dell’attore del novecento, fino ad arrivare ai giorni nostri dove innovazione e svecchiamento, influenzati anche dal teatro orientale, aprono la strada a forme diverse di varietà dove musica, danza e recitazione caratterizzano le nuove rappresentazioni moderne.</p>
<p>Foto: Sergey Galushko &#8211; Fotolia</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.labartdancestudio.it/2011/07/la-storia-del-teatro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

